14 novembre, grande giornata di lotta europea contro le politiche di austerità. No alla repressione, libertà di manifestazione! Libertà per gli/le arrestati/e!

Come in gran parte degli altri paesi della UE, oggi anche in  Italia centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, di  studentesse e di studenti, sono scesi in piazza oggi nella giornata  dello sciopero generale europeo.

La mobilitazione è andata molto oltre la chiamata allo sciopero  della Cgil e del suo tentativo di rendere questa giornata la più  inoffensiva possibile e priva di efficacia nell’interrompere  effettivamente l’attività produttiva.

La mobilitazione ha rotto gli argini soprattutto grazie allo  straordinario sviluppo nelle scuole di tutto il paese, tra le  studentesse e gli studenti medi e tra gli insegnanti di un vasto  movimento per la difesa della scuola pubblica, contro tutte le misure  del governo che, in nome dell’austerità, puntano a una vera e propria  distruzione della scuola pubblica, lasciando i giovani senza alcuna  prospettiva del futuro.    L’irruzione sulla scena politica e sociale di un vero movimento di  massa, di cui si avevano avuto le prime timide avvisaglie con la  manifestazione del 27, e poi ancor più con la grande giornata romana  degli insegnanti del 10 novembre.

Un ventata di aria fresca che ha, tra l’altro, scompaginato il misero castello di carte delle primarie del Pd e della contemporanea  scimmiottatura del Pdl.

E’ in questo quadro che si spiega la violenta reazione degli  apparati polizieschi contro le/i manifestanti: porre da subito un  argine contro lo sviluppo del movimento.

Sinistra Critica condanna in modo netto la aggressione poliziesca  agli studenti a Roma e in numerose altre città, aggressione del tutto  ingiustificata e motivata solo dalla volontà del potere di evitare che  i cortei arrivassero in vista dei palazzi della politica. Cariche violentissime per spaventare, per “insegnare” ai giovani studenti di  stare “al loro posto”, nella gabbia stabilita dal sistema e di rinunciare a ribellarsi e  lottare.

In tutta Europa le mobilitazioni circondano e assediano i luoghi  del potere politico, parlamenti o palazzi governativi, ma anche i  luoghi simboli del potere economico e finanziario. In Italia, dove il  discredito della casta politica raggiunge i massimi livelli  internazionali, secondo le compatibilità stabilite dalle “forze  dell’ordine” occorre mantenere le proteste lontano, per evitare che  l’opposizione contro l’austerità si combini con il rifiuto della  “casta”, che altro non sono che i gestori politici delle scelte della  borghesia.    Così centinaia di giovani sono stati fermati e identificati,  numerosi sono stati denunciati, tantissimi sono stati picchiati a  freddo. Sinistra Critica chiede l’immediato rilascio degli arrestati e  l’archiviazione di tutte le denunce.

Il governo, evidentemente, sente che il clima nel paese sta  cambiando e che sta esaurendosi quel torpore sociale che faceva dire a  Monti nei suoi tour europei che tutto il popolo italiano condivideva la  sua politica.     La mobilitazione odierna segna quindi un grande passo avanti nella  costruzione di un movimento di massa plurale contro il governo delle  banche e le sue politiche. Bisogna continuare.

Le militanti e i militanti di Sinistra Critica si impegneranno  fino in fondo per ampliare le dinamiche di lotta, per favorire  l’autoorganizzazione democratica delle/degli insegnanti, delle  studentesse/degli studenti, delle lavoratrici e dei lavoratori e far  convergere tutte le opposizioni sociali e politiche al governo Monti.  E’ possibile costruire nuove occasioni di mobilitazione  continentale, è possibile avanzare verso lo sciopero europeo contro i  signori della finanza, le oligarchie borghesi europee e i governi e le  istituzioni che ne difendono gli interessi.

Per questo non solo siamo dalla parte di chi è stato picchiato/a, fermato/a, arrestato/a, ma torneremo in piazza anche nei prossimi  giorni, tutti e tutte insieme.

 

L’Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica

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