14 novembre: IMPORTANTI MANIFESTAZIONI ANCHE A COSENZA E LAMEZIA

In Europa esplode la rivolta contro l’austerità e le politiche di rigore. E’ l’Europa del sud, in particolare, a mobilitarsi con grandi manifestazioni a Madrid, Lisbona, Atene e poi Parigi e, per la prima volta, l’Italia. La novità più rilevante è forse questa: a Roma, Milano, Torino, Padova e poi in tantissime città più piccole, tra cui diverse città calabresi, particolarmente significativa la manifestazione di Lamezia, decine di migliaia di studenti e di lavoratori hanno manifestato contro il governo Monti (e Profumo). La preoccupazione della “Troika” è stata finora quella di evitare il contagio monetario tra i diversi paesi ma ieri si è avuto un evidente contagio sociale.
La primogenitura della protesta spetta ancora alla Spagna. A Madrid e Barcellona si sono tenute le manifestazioni più importanti. La polizia è intervenuta con la mano pesante, sparando anche proiettili di gomma. Gli arresti sono stati almeno 70 e moltissimi i feriti. Ma ampia adesione allo sciopero anche a Lisbona, Atene e nella stessa Parigi.
La novità di ieri è stata però Roma, e l’Italia in generale, che si è unita al coro europeo anche per la scelta della Cgil di indire lo sciopero generale sia pure di 4 ore. Scelta al ribasso ma comunque in grado di fare da detonatore a una rabbia latente (e i Cobas hanno avuto l’accortezza di proclamare il proprio sciopero nella stessa giornata). Rabbia latente e giovane perché a Roma la differenza tra il corteo della Cgil e quello studentesco è stata stellare, quasi dieci a uno. A Cosenza, per scandire una differenza tra chi sta in piazza per esprimere fino in fondo la propria rabbia (studenti, precari della scuola e coordinamento acqua) e chi discute tranquillamente al chiuso (in questo caso al liceo Telesio), le manifestazioni erano due, ben distinte.
In tutta Europa le mobilitazioni circondano e assediano i luoghi del potere politico, parlamenti o palazzi governativi, ma anche i luoghi simboli del potere economico e finanziario. In Italia, dove il discredito della casta politica raggiunge i massimi livelli internazionali, secondo le compatibilità stabilite dalle “forze dell’ordine” occorre mantenere le proteste lontano, per evitare che l’opposizione contro l’austerità si combini con il rifiuto della “casta”, che altro non sono che i gestori politici delle scelte della borghesia.
La Cgil, ovviamente, utilizzerà la giornata per riprendere il filo del rapporto con Cisl e Uil e imporre al governo le proprie priorità. Ma anche per dare linfa sociale alla corsa delle primarie.
Sul fronte dei movimenti sociali, invece, quello che segnerà la differenza è la giornata studentesca.
50 mila persone a Roma non si vedevano dal movimento studentesco dell’Onda. Ragazzi e ragazze delle scuole medie che, al grido di “Tutti insieme famo paura”, cioè facciamo paura, hanno reso evidente lo scarto che esiste tra la politica ufficiale e un settore nevralgico della società. Non a caso, un politico che ha molto fiuto, come Beppe Grillo, ha consigliato ai poliziotti, al “soldato blu”, di “togliersi il casco e abbracciare la protesta”.
Solo che al momento dalla polizia sono venute soprattutto le botte. Fredde e determinate quelle di Roma a fronte di un corteo tutto sommato tranquillo come dimostra lo stesso video della Polizia di Stato. Non solo, diversi lacrimogeni sono stati scagliati contro i manifestanti in fuga, dal secondo piano del Ministero dell’Interno.
La giornata era iniziata tranquillamente a parte le provocazioni di Casa Pound e del Blocco studentesco, sostanzialmente ignorate. Sino a Piazza Venezia tutto è andato per il meglio. Poi il corteo si è diviso in due e una parte, dinanzi al cordone di polizia a presidio dei “palazzi del potere” ha deciso di girare verso il lungotevere. Ma all’altezza di Ponte Sisto le forze di polizia hanno girato i blindati che precedevano il corteo e poi hanno iniziato a caricare. La fuga non ha impedito alla polizia di fermare molti manifestanti identificandone oltre un centinaio. Si è verificata una vera e propria caccia alle persone. Tra loro diversi attivisti universitari.

Ora il problema è quello di dare la necessaria solidarietà ai ragazzi arrestati, e dare continuità alla protesta. Il 17 novembre in occasione della giornata internazionale degli studenti e il 24 novembre in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati della scuola sono le scadenze più vicine.

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