Lettera ai firmatari del testo: “Cambiare si può”

Care/i amiche/ci e compagne/i,

abbiamo letto con attenzione l’appello in cui proponete di “non stare più a guardare e limitarsi alla critica,… ma intraprendere una iniziativa politica nuova ed intransigente”.
Condividiamo i vostri giudizi sulla politica del governo Monti, la necessità di opporsi alle sue scelte economiche liberiste e alle forze che lo sostengono; per questo condividiamo il giudizio sul ruolo del partito democratico e su coloro che si pongono dentro il recinto e l’orizzonte politico nazionale e locale costruiti da questo partito.
I contenuti programmatici che voi avanzate sono una base iniziale per costruire un programma di alternativa alle scelte di austerità e di devastazione sociale che i grandi potentati economici e finanziari (i mercati) cercano di imporre a tutti i popoli di Europa e su cui deve essere sviluppata una discussione ampia e democratica alla base.

Ben venga dunque la spinta forte, che voi auspicate, alla costruzione di un polo alternativo agli attuali schieramenti; un polo non finalizzato a riprodurre apparati, non meramente auto-rappresentativo, plurale, che si misuri anche sul terreno elettorale; occorre costruire un luogo, senza primogeniture, formato da diverse esperienze, non ideologico, né riconducibile a simboli già esistenti ma, al contrario, appetibile soprattutto per giovani generazioni, per i movimenti e per lavoratrici e lavoratori dal futuro sempre più incerto.
Ed è indispensabile che uno schieramento alternativo sappia favorire la mobilitazione sociale unitaria (una prima scadenza è stata quella del 27 ottobre, ma altre sono in preparazione a partire dalla giornata europea del 14 novembre e poi quelle sulle scuola e le tante altre lotte in difesa del posto di lavoro) contro le politiche della Bce e del governo Monti e contro il pagamento del debito e la famigerata “camicia di forza” del fiscal compact, per la difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori, per il reddito, i diritti civili, la riconversione ecologica della produzione e della società, la ripublicizzazione dei beni comuni.
Siamo quindi interessati a costruire un percorso democratico dal basso per una alternativa politica alle prossime elezioni, disponili a discutere in tutte le sedi le modalità con cui avanzare in questa direzione e a partecipare all’assemblea pubblica proposta.

Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica

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