O_ccupazioni P_recari S_tudenti a Genzano (RM)

OPS!

La mattina di venerdì 14 dicembre siamo entrati nel Teatro Carlo Levi del Comune di Genzano. Tante volte inaugurato, ma mai utilizzato come tale. Ciò che abbiamo trovato è una situazione di estremo degrado e abbandono, che ha messo in evidenza l’assoluto disinteresse da parte dell’amministrazione comunale (regionale?) nei confronti di questa struttura ciclopica e fatiscente, iniziata nel 1985 ma mai conclusa.

L’interesse del comune si è acceso solo al momento della campagna elettorale del maggio 2011, con una inaugurazione farsa, che annunciava l’”imminente” fine dei lavori, in uno scenario di poltrone riciclate dal cinema accanto e spacciate per nuove, sanitari non allacciati, muratura a vista, controsoffitti cadenti e teli che coprivano le falle di lavori incompleti.

Perché siamo entrati? Ci eravamo stufati di vedere la muffa ricoprire lentamente un edificio che è costato fino adesso la bellezza di 4 milioni e 700 mila euro, del susseguirsi di furti dell’infestazione di topi e pipistrelli. Non ci stiamo. Abbiamo deciso di rianimare questo posto per restituirgli la sua originaria funzione di teatro, aperto alla popolazione. Abbiamo organizzato assemblee, dibattiti, concerti e spettacoli che hanno visto la partecipazione attiva di studenti, lavoratori, artisti e cittadinanza. Abbiamo scelto i temi dell’ambiente, del lavoro e della scuola e formazione.

Nell’assemblea dell’ambiente abbiamo discusso di lotte territoriali come quella contro l’inceneritore ma anche del riutilizzo di spazi abbandonati e non utilizzati di cui è emersa la notevole esigenza. In questo senso il contributo, da Roma, di Ri-pubblica è stato determinante e propositivo. Si è infatti deciso di aderire all’iniziativa del 20 dicembre al cinema America occupato.

Lo spazio del teatro occupato ha permesso, poi, di far incontrare in assemblea le diverse realtà scolastiche del territorio e di Roma, in un periodo come quello di oggi che vede un continuo attacco all’istruzione ed è emersa l’esigenza di creare una rete per raggiungere una continuità di lotta non solo tra le diverse realtà ma anche all’interno delle singole scuole.

L’assemblea sul lavoro è stata un momento di confronto per noi e per i lavoratori di diverse realtà locali, che con le loro testimonianze ci hanno raccontato ancora una volta il drammatico stato del mondo lavorativo di oggi.

Durante le tre giornate è sorta la necessità di trattare il tema di genere, che è stato animatamente dibattuto e approfondito anche attraverso proiezioni di video. Abbiamo ricordato che stupri, violenze domestiche e discriminazioni, anche a livello legislativo, sono un problema tutt’altro che superato e legato a una cultura sessista.

Le assemblee ci hanno avvicinato a tante realtà di lotta diverse, unite dalla necessità di reagire alla crisi, con cui ci sentiamo solidali e complici. Per citare solo le più recenti: la vertenza dei lavoratori della Montebovi messe sul lastrico e prese in giro da un’azienda che pensa solo al proprio profitto. E ancora, l’occupazione del reparto maternità dell’ospedale di Marino da parte dell’assemblea delle donne.

In questi tre giorni abbiamo dimostrato che è possibile costruire e praticare un’altra idea di cultura, con pratiche che escono dalle logiche del profitto, attraverso la partecipazione collettiva, l’autogestione e l’autofinanziamento.

O_ccupazioni P_recari S_tudenti

Ritorneremo

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