La Conferenza nazionale di Syriza

di Panos Petru

Syriza (1)Syriza ha preparato la propria Conferenza nazionale con una campagna di assemblee locali, che hanno dato vita a nuove sezioni in vari centri e in luoghi di lavoro, reclutato nuovi membri e organizzato la discussione politica. Syriza conta oggi circa 500 sezioni, con oltre 30.000 iscritti in tutto il paese.

Gli iscritti hanno eletto 3.000 delegati alla Conferenza nazionale, che hanno eletto a propria volta la nuova direzione della coalizione. L’aspetto più positivo della Conferenza sono stati quindi questi passi avanti molto importanti verso la trasformazione di Syriza in un’organizzazione di massa e la strutturazione di diritti democratici e di rappresentanza per le migliaia di militanti non organizzati che sono entrati nella coalizione e che oggi costituiscono la maggioranza dei membri di Syriza.

La Conferenza e il suo processo di organizzazione non sono stati naturalmente perfetti. Ci sono state sia debolezze oggettive – e c’era da aspettarselo, in un processo tendente a trasformare una coalizione relativamente piccola in un’organizzazione di massa – sia questioni politiche che sono state problematiche.

Ne è stato un esempio la decisione di autorizzare l’iscrizione di nuovi membri con diritto di voto fino al giorno dell’elezione dei delegati. Parecchie sezioni locali hanno protestato, sostenendo l’idea che per poter partecipare alle decisioni i membri di Syriza dovrebbero essere attivamente impegnati.

Altro esempio: il progetto di dichiarazione (la risoluzione politica pubblicata anche in questo sito, ndr) La pubblicazione di un documento politico per organizzare la discussione nelle sezioni era molto importante. Ma il progetto è stato pubblicato solo poco prima della Conferenza, per cui non c’è stato il tempo per l’indispensabile discussione a fondo.

Il progetto di dichiarazione e il dibattito politico sul futuro di Syriza

Il progetto di dichiarazione era quello che dice il suo stesso nome: un progetto che deve servire a lanciare la discussione politica che proseguirà fino al Congresso di fondazione di Syriza.

Questo progetto, che comprendeva tutte le opinioni che possono esistere dentro Syriza, era assai vago ed ambiguo. C’era da aspettarselo, visto il livello di accordo tra le varie componenti di Syriza. Ci sono però ragioni importanti ed urgenti perché si chiariscano ora alcuni particolari problemi.

Uno di questi problemi è la specifica natura della fase attuale. Il governo di coalizione si trova di fronte a seri problemi e, se si dovessero convocare nuove elezioni, Syriza potrebbe anche essere sospinta alla testa del governo prima del suo congresso di fondazione, previsto in primavera.

Altri problemi urgenti sono quelli che abbiamo di fronte, data l’estrema durezza della situazione. Alcuni sono problemi di vita o di morte, sia per Syriza, sia per la sinistra nel suo complesso e per la classe operaia. Dobbiamo essere quindi categorici su determinate scelte cruciali, che potrebbero presentarsi anche molto presto.

Una terza questione concerne la posizione assunta di recente da alcuni membri della direzione di “Synaspismos”. Via via che Syriza si avvicina alla possibilità di vincere le elezioni e di dar vita al governo, aumentano le pressioni per aggiustare gli indirizzi della coalizione in una direzione più “realistica”.

Ci sono stati parecchi segnali che dimostrano come alcuni elementi della direzione di Synaspismos intendano preparare una svolta del genere. Questi dirigenti vanno oltre le ambiguità del progetto di dichiarazione. Nelle loro uscite pubbliche e nelle interviste, essi interpretano l’intesa di base su quel che unisce Syriza in un senso che ne modera gli orientamenti, o che addirittura contraddice questa stessa base d’unità.

Per questi motivi alcune forze all’interno di Syriza hanno deciso di rendere pubblica la discussione politica, per affrontare questi problemi controversi e invitare i membri di Syriza a fare attenzione all’esigenza di salvaguardare la coalizione dalle possibili pressioni per moderarne gli orientamenti.

Prima della Conferenza, tre organizzazioni dell’ala sinistra di Syriza – “Sinistra internazionalista dei lavoratori” (DEA, “Kokkino” (= “Rosso”) e il “Gruppo politico anticapitalista” (APO) – hanno quindi pubblicato una dichiarazione comune, mettendo in risalto i principali problemi che meritano di essere chiariti.

Vi sono anche altri contributi al dibattito. Ad esempio, la “Corrente di sinistra” di Synaspismos, la principale tendenza minoritaria in seno a Syriza, ha pubblicato due emendamenti al progetto di dichiarazione insieme a una tendenza più piccola, il “Raggruppamento di sinistra”. Il primo emendamento, relativo alla questione dell’unità della sinistra, dichiarava esplicitamente che i nostri alleati stanno a sinistra e che nello specifico si tratta del Partito comunista e di Antarsya. Il secondo, concernente il debito e l’eurozona, proponeva di affermare con maggiore chiarezza il rifiuto di Syriza di qualunque ricatto dell’Unione europea rivolto a conservare l’austerità.

La Conferenza e i risultati della votazione

La direzione di Synaspismos ha cercato di impedire la discussione politica, per evitare un dibattito aperto sulle questioni controverse sopra richiamate. Le divergenze politiche si sono quindi espresse nella Conferenza soprattutto al momento dell’elezione della nuova direzione di Syriza.

Vi sono state due diverse liste di candidati, e ciascun delegato poteva scegliere una delle due, ma anche votare per un numero limitato di candidati dell’altra lista.

I delegati che rappresentavano la maggioranza di Synaspismos e che sostenevano la direzione in carica e Alexis Tsipras, si sono aggiunti ad altre componenti di Syriza che comprendevano l’”Organizzazione comunista di Grecia” (KOE, un’organizzazione maoista), la “Sinistra di rinascita comunista ed ecologica” (AKOA, di orientamento eurocomunista), i comunisti libertari del “Gruppo della sinistra radicale (Roza), nonché alcuni gruppi di ex membri del Pasok entrati in Syriza.

Insieme, queste forze hanno costituito il “Bollettino unitario”. Quest’alleanza sosteneva il progetto di dichiarazione così com’era, e in generale l’idea che Syriza stesse andando nella giusta direzione, senza che per ora esista alcun problema serio. Ha ottenuto il 75% dei voti.

Le tendenze “Corrente di sinistra” e “Raggruppamento di sinistra” hanno, da parte loro, costituito, insieme a DEA, Kokkino e APO, la “Piattaforma di sinistra”, che ha ottenuto il 25% dei voti.

La Piattaforma di sinistra si è formata in base all’intesa su importanti questioni poste nei documenti sopra citati. Ne riassumerò i principali punti come segue:

– Syriza deve mantenere il proprio impegno a favore di un “governo di sinistra”, con appelli alla collaborazione con il Partito comunista e Antarsya;

– dovrebbe accettare solo un “governo di sinistra” ed escludere qualunque accordo con una coalizione governativa che comprendesse partiti borghesi;

– la coalizione deve continuare a sostenere la cessazione immediata del pagamento del debito e a rifiutare ogni minimo sacrificio pur di salvare l’euro;

– Syriza deve sostenere con ogni mezzo necessario la fine dell’austerità, ponendo i bisogni dei lavoratori al di sopra delle proposte “realistiche” volte a soddisfare le esigenze del capitalismo.

La formazione della Piattaforma di sinistra ha costituito un avvenimento importante nella Conferenza. Essa ha sostenuto il diritto di esprimere punti di vista diversi in seno a Syriza e di discuterli apertamente di fronte all’insieme degli iscritti, degli alleati e degli elettori, all’opposto delle pressioni per far tacere le critiche – una trappola in cui sono caduti durante la Conferenza numerosi compagni pur animati da buone intenzioni.

La Piattaforma di sinistra ha anche inviato il messaggio secondo cui ogni svolta verso il moderatismo o qualsiasi inversione degli indirizzi di Syriza incontrerebbero una seria resistenza interna. Il messaggio è stato rivolto a numerosi e diversi interlocutori: i membri della direzione di Syriza che intendono riaggiustare il programma della coalizione; la classe dirigente che vuole addomesticare Syriza; e i compagni del Partito comunista e di Antarsya, per dimostrare loro che esiste una forte e visibile opposizione di sinistra a qualsiasi tentativo di imprimere a Syriza una svolta a destra, un’opposizione che potrebbero rafforzare entrando a farne parte.

Un bilancio della Conferenza

Il 25% ottenuto dalla Piattaforma di sinistra costituisce un punto di partenza molto positivo per aprire all’interno di Syriza un serio dibattito sull’andamento politico della coalizione.

Per valutare correttamente i risultati della Conferenza dobbiamo tener presente che il 75% del Bolettino unitario non costituisce un blocco omogeneo. Se la Piattaforma di sinistra ha cercato di esprimere l’esigenza di un’ala sinistra visibile, la maggioranza che ha votato diversamente non per questo fa interamente parte dell’ala destra della coalizione.

Il Bollettino unitario ha incorporato uno spettro di forze molto ampio, dai membri più moderati di Synaspismos che spingono a riaggiustare il programma di Syriza in senso “realistico”, fino a quadri di sinistra assai radicali, che probabilmente hanno pensato che il modo migliore di fare avanzare Syriza fosse quello di fornire argomenti in favore delle loro posizioni nel quadro della maggioranza, oppure compagni che hanno dato la priorità al bisogno della coalizione di apparire “unita”.

Vi è stato tra l’altro, da parte di elementi della maggioranza, l’atteggiamento di fare leva sull’aspirazione degli iscritti di base all’unità e sul clima in genere ottimistico di questa prima Conferenza per presentare la Piattaforma di sinistra come persone che vogliono “dividere”, discutendo senza motivi. Questo ha reso più difficile per parecchi delegati appoggiare la Piattaforma di sinistra, indipendentemente dal loro livello di concordanza con le posizioni di questa.

Un’indicazione al riguardo è venuta dal voto sugli emendamenti al progetto di risoluzione presentati dalla Corrente di sinistra e appoggiati dalla Piattaforma di sinistra. Entrambi sono stati respinti, ma il numero dei voti ottenuti ha dimostrato come le idee della Piattaforma di sinistra non si limitino al solo 25% di Syriza. L’emendamento che diceva che “un governo di sinistra” e l’unità andavano ricercati con forze quali il Partito comunista e Antarsya ha ottenuto il sostegno del 40% dei delegati. Quello sul debito e l’eurozona ha mancato per pochi voti la maggioranza. E, questo, malgrado il clima di polarizzazione verso quelli della Piattaforma di sinistra che vogliono “dividere”.

È quindi chiaro che né la Conferenza nel suo complesso, né il 75% dei delegati che hanno appoggiato il Bollettino unitario hanno dato mandato ai dirigenti di Synaspismos di far evolvere Syriza in una direzione più moderata. Al contrario, la maggioranza degli interventi dei delegati tendevano a sinistra.

Ma questo nulla toglie all’importanza dei tentativi della Piattaforma di sinistra di mettere in evidenza i grandi problemi che ci si presenteranno e di porli pubblicamente. Il futuro di Syriza resta sempre un problema aperto.

E adesso?

L’emergere della Piattaforma di sinistra e gli impegni di coloro che l’hanno costituita per aprire il dibattito politico hanno posto per Syriza precedenti importanti. Hanno imposto alcune elementari regole democratiche di funzionamento di una coalizione più salda, in particolare il diritto di criticare la direzione di Syriza se necessario, nonché di manifestare e sostenere le divergenze politiche presenti nella coalizione in forma pubblica e organizzata, tramite correnti, blocchi, liste di candidati, ecc. La Piattaforma di sinistra ha del pari affermato la presenza di un contrappeso organizzato di sinistra di fronte a qualunque tentativo di far virare a destra Syriza.

Il dibattito sulle scelte che deve fare adesso Syriza proseguirà a livello locale fra gli iscritti. E, cosa ancor più importante, dovrà essere sciolto dalla lotta fra le classi e dall’impegno dei militanti di Syriza all’interno di questa. Come è stato dimostrato a più riprese in passato, lo spirito vitale del movimento di resistenza è il nostro principale alleato nella lotta per l’andamento politico di Syriza.

Contemporaneamente a questo fattore esterno, i membri di Syriza che sostengono la Piattaforma di sinistra hanno bisogno di una strategia cosciente e permanente. Nella Conferenza è emerso con chiarezza che esistono le forze – e vanno ben oltre quelle che hanno appoggiato la Piattaforma di sinistra – per affrontare qualsiasi tentativo di moderare il programma di Syriza e di spingere a destra la coalizione.

Uno dei nostri compiti principali è quello di organizzare queste forze, di impegnarle nelle lotte sociali e di coordinarle dando loro un’espressione politica. Questo può risultare il contributo più importante per porre fine ai vagheggiamenti dei baroni dei mezzi di comunicazione di massa che vedono Syriza capitolare in futuro davanti al moderatismo.

La nostra organizzazione (DEA) si batte ormai da anni per questi obiettivi, e continuerà a farlo insieme ai compagni che condividono il nostro comune contributo, con Kokkino e con APO, con quanti hanno dato vita alla Piattaforma di sinistra, e con tutti i compagni che intendono lottare per una reale alternativa operaia alla crisi del capitalismo.

La strada che ci attende non sarà facile, ma il futuro della sinistra e della lotta di classe in Grecia dipenderà in larghissima misura dal corso che prenderà Syriza. Nessuno dovrebbe astenersi dalla battaglia che si sta portando avanti per questo corso politico.

19 dicembre 2012

Traduzione di Titti Pierini (da socialistworker.org)

Annunci