I Funerali di Caronia

antoniocaronia-575x382di Roberto Maggioni (da www.milanox.eu)

“O Superman” di Laurie Anderson all’inizio, “Let’s Twist Again” alla fine. Due mondi musicali agli antipodi, ma collegare mondi lontani e diversi era la specialità di Antonio Caronia. Fossero i trotzkisti o i punk del Virus, la fantascienza cyborg o la follia razionale della matematica.
A dirgli ciao collettivamente oggi al cimitero di Lambrate c’erano alcune centinaia di persone. Tante, ma non tantissime. Questa città maledetta non ama i suoi figli migliori.
Come in un mosaico sono apparse, mischiandosi, quelle generazioni che Caronia ha attraversato: la gioventù socialista pre ’68 raccontata da un compagno genovese di allora “Antonio era il più brillante tra noi, gli chiesero di diventare segretario della Camera del Lavoro di Asti e ovviamente disse no, erano altre le sue strade” il ’77 autonomolibertario e le prime analisi/discussioni sul rapporto movimenti/tecnologie raccontate da Franco Berardi Bifo, il cyberpunk degli anni ’80, il Virus, “Antonio così bello, bellissimo, morto troppo giovane”, un’ambigua utopia, gli scrittori che ci ha fatto amare…James Ballard, Philip K. Dick. Parla l’appena ventenne pronipote, con la voce rotta dall’emozione “io non so chi siano Ballard, Dick o i cyberpunk. La matematica non la sopporto. Ma se siete così in tanti qui oggi forse è il caso che vada a recuperarli” sorride “mio zio credeva nel futuro, non so in quale futuro. Di sicuro credeva in me, e di questo lo ringrazio”.
C’erano tantissimi dei suoi studenti, alcuni di loro diventati a loro volta ricercatori o professori. Altri, i più giovani, a ricordare quelle piazze in cui Antonio era sempre al loro fianco. Una ragazza del collettivo Aut Aut di Brera ricorda con la voce rotta dalle lacrime quella lezione dentro a Piazza Affari interrotta dalla polizia. Antonio era giovane, era uno di loro. “Ci diceva che tanti mondi diversi sono possibili”. Deve essere in uno di quei mondi ora, magari già a scazzare con qualcuno… “era uno scassapalle, ma era bellissimo discutere con lui”.
“Chissà cosa avrebbe detto oggi nel vederci qui tutti assieme per lui”. Risposta facile: “ma che cazzo ci fate qui?”.

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