Un tsunami scuote Madrid. Cronaca del 23F

da http://www.anticapitalistas.org/

8500642761_312971ae23Verde, bianca, nera, arancione, azzurra. Da nord a sud, da est a ovest. Ma tutti in basso e a sinistra.

Ieri, 23 febbraio, decine di migliaia di persone provenienti dalle diverse maree, assemblee di quartiere, collettivi, settori in lotta e a titolo individuale sono confluite a Madrid per trasformare le strade in un solo grido contro la rapina del capitale e contro i suoi lacchè.

Quattro cortei hanno marciato da altrettanti punti del centro cittadino per riunirsi attorno alla Fontana del Nettuno, mettendo in crisi il centro urbano, ancora molte ore dopo l’ora prevista per la conclusione della manifestazione. Un parlamento svuotato di qualunque carattere democratico e sovrano, sottomesso ai diktat dei mercati internazionali e circondato da centinaia di poliziotti, contrastava con la ribellione e con la dignità di una piazza in lotta che prendeva le sembianze di una potenza costituente.

32 anni dopo il fallito colpo di stato perpetrato da militari fascisti (il 23 febbraio del 1981 il colonnello fascista Tejero occupò il parlamento per tentare di dare il via ad un golpe poi fallito, ndt), il popolo è tornato a scendere in piazza contro il golpe attuale, quello dei mercati, e in difesa dei diritti e delle conquiste sociali. La dittatura dei mercati non utilizza i carri armati, le Giunte militari, la tortura, le caserme, ma i tecnnocrati,  i politici corrotti, i tagli, un debito illegittimo. Non dobbiamo nulla e non pagheremo. E l’abbiamo gridato in piazza.

L’organizzazione Izquierda Anticapitalista ha scommesso fin dall’inizio su questa iniziativa della Marea 23F. Abbiamo partecipato come un collettivo tra gli altri, gomito a gomito, a tutte le riunioni preparatorie per organizzarla, dando il nostro appoggio materiale e legale ai preparativi e a tutta la manifestazione. Parallelamente, ieri abbiamo organizzato un nostro spezzone, che ieri è diventato un altoparlante allegro e combattivo a cui si sono unite centinaia di persone. “Il prossimo sfratto sarà alla Moncloa (la sede della presidenza del consiglio dei ministri di Madrid, ndt)”, “Il problema è il sistema” o “Anticapitalisti” sono stati gli slogan gridati in coro con energia da tutti coloro che lottano contro la corruzione, le ruberie e l’arricchimento di pochi sulle spalle della maggioranza.

E l’organizzazione Izquierda Anticapitalista continuerà a scommettere sul mantenimento, l’estensione, il consolidamento del coordinamento dei settori in lotta dopo il 23F. A partire dalla ricchezza e dalla diversità di ogni lotta, ma con la ferma convinzione del fatto che la via passa attraverso il collegamento delle lotte e il lottare insieme. Se il nemico che abbiamo di fronte è lo stesso, le nostre risposte devono essere unitarie. La nostra dispersione è la migliore arma per l 1%.; la nostre unità il la sua peggiore paura. Restituire il colpo ai mercati, perché la paura cambi di lato. Il 23F non è stata la conclusione, ma, al contrario, deve essere l’inizio di una convergenza crescente tra spazi e collettivi in lotta. Le maree si trasformano in tsunami. E’ giunta l’ora che l’onda colpisca la costa.

Il 23F è solo l’inizio

Uniamo le lotte

Governo, dimissioni

Non dobbiamo nulla e non pagheremo

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