Il Novecento del Manifesto

CC bolscevicoMartedì 12 marzo il “Manifesto” ha pubblicato un lungo articolo di Luigi Cavallaro (Novecento che non passa), tutto volto, a sessant’anni dalla morte avvenuta il 5 marzo 1953), a una rivalutazione positiva del ruolo di Stalin. E’ singolare che, dopo quasi un quarto di secolo dal definitivo e drammatico crollo dei paesi dell’Est plasmati sul modello dell’URSS e all’indomani della definitiva sparizione dal parlamento italiano di tutti gli epigoni di quello che è stato il “comunismo ufficiale” del nostro paese, ci sia qualcuno che si attardi a tentare di ridare vigore ad una figura che ha avuto un ruolo così centrale in quel catastrofico fallimento. E che ci sia un giornale, certo ormai al lumicino della diffusione ma un tempo tanto autorevole, che non trova di meglio che resuscitare tesi apologetiche o deterministiche o leggendarie, peraltro rimuovendo il meglio dell’elaborazione e del giudizio irrevocabile che alcuni dei suoi fondatori, oggi non più presenti ma fondamentali nella sua storia, come Rossana Rossanda o, ancora di più, Aldo Natoli, seppure molto tardivamente, acquisirono un su Iosif Vissarionovič Džugašvili.

A proposito di questo articolo rimandiamo alla lunga e articolata risposta di Antonio Moscato pubblicata sul sito Movimento operaio.