Milano, in quindicimila per ricordare Dax

di Igor Zecchini

daxQuindicimila almeno, un numero importante e con cui bisognerà fare i conti. E’ il dato di partecipazione alla manifestazione nazionale dei centri sociali in occasione del decimo anniversario dell’assassinio di Davide Cesare DAX.
Una manifestazione composta in larga parte da giovani molto radicali negli slogan e negli atteggiamenti, con la presenza di settori della sinistra più o meno radicale milanese ma (con pochissime eccezioni) mescolati alla folla di giovani, senza simboli identificativi: un’altra esternazione della crisi della sinistra.
Una manifestazione militante non disturbata da qualche momento di tensione e da qualche vetrina di banca distrutta e che è passata indenne in mezzo a uno schieramento enorme di forze dell’ordine a cui a Milano siamo oramai abituati.

Con l’occupazione provvisoria di una fabbrica dismessa a Milano, in zona Corvetto, è partita ieri mattina la tre giorni in memoria dell’assassinio di DAX perpetrato 1l 16 marzo del 2003 da tre neonazisti del quartiere Ticinese durante una aggressione contro militanti del centro sociale ORSO (officina di resistenza sociale).
L’omicidio di Via Brioschi ha poi un’appendice all’Ospedale S. Paolo. Al Pronto Soccorso, dove erano accorsi, i compagni di Dax vengono attaccati, inseguiti, sequestrati, pestati da ingenti forze di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine chiudono gli accessi all’Ospedale e poi si gettano in una caccia all’uomo per strada e nei reparti contro i ragazzi e contro le stesse persone presenti nei reparti. Significativa è anche la coincidenza con l’anniversario di un altro assassinio fascista (quello di Fausto e Iaio del 18 marzo 1978) quasi a legare con un filo di sangue le mobilitazioni sociali milanesi.
A Milano in questi ultimi anni (come in molte altre situazioni) abbiamo visto una grande collusione tra settori delle maggioranze istituzionali di centrodestra e quelli del neofascismo, in particolare con la concessione di sedi, ma anche con l’immissione nelle liste del centrodestra di personaggi con una storia inequivocabile. Nel contempo è continuato un tentativo di inserimento in quartieri popolari e soprattutto nelle scuole di organizzazioni fasciste.
In una situazione sociale come quella che stiamo attraversando e senza una forte iniziativa di smascheramento e contrapposizione, il pericolo che queste operazioni raccolgano dei successi è grande.
La mobilitazione in memoria di DAX è dunque importante non solo per il significato antifascista che assume, ma anche per il legame con la sua militanza e la condizione giovanile oggi.
La tre giorni (il programma completo è visionabile in rete su http://daxvive.info/category/home/) ha avuto al suo centro la manifestazione nazionale convocata proprio per il 16 marzo che ha raccolto l’adesione di centinaia di strutture. Una manifestazione organizzata per aree tematiche in cui si è mescolata la tematica dell’antifascismo con la realtà vissuta da vasti settori giovanili e non: la lotta in difesa della scuola e della università pubblica, quella per la casa, contro il precariato, l’organizzazione delle strutture di sport popolare, ecc.
E’ anche la prima occasione (seguiranno la prossima settimana le scadenze in Val di Susa sul TAV e a Bologna per i diritti dei migranti) per rilanciare la mobilitazione sociale dopo lo scossone elettorale, per ridare la parola alle istanze di lotta organizzate dal basso.
Saranno un termometro di quello che ci troveremo di fronte nei prossimi mesi, della capacità di mobilitazione in difesa delle nostre condizioni di vita ma anche di quello che sarà il livello di repressione.
Oggi è andata bene, speriamo che continui.

 Igor Zecchini