No TAV di nuovo in marcia: la scommessa è riuscita!

Foto di Ugo Roffi per Popoff

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di Francesco Locantore

La manifestazione No TAV di oggi è stata una grande manifestazione di popolo, come ci ha abituato il movimento valsusino nei lunghi anni di resitenza al progetto di devastazione ambientale dell’alta velocità.

Decine di migliaia di persone hanno sfilato per oltre otto chilometri di percorso che separano Susa da Bussoleno, nonostante la pioggia battente. In testa al corteo i bambini hanno aperto con lo striscione “più trenini meno trenoni”, con un trenino turistico  su gomma pieno di bambini. Un corteo con una straordinaria presenza di donne, a sottolineare il carattere pacifico e popolare della manifestazione, nonostante la militarizzazione cui è stato sottoposto il territorio della Val di Susa anche in questa occasione.

Foto di Ugo Roffi per Popoff

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C’erano in primo luogo i tanti comitati No TAV dei comuni della Valle e limitrofi, il Comitato di Lotta Popolare, con una forte presenza del centro sociale Askatasuna, gli Insegnanti Arrabbiati di Torino, i comitati contro la guerra e “No Dal Molin”, C’era una forte delegazione milanese dietro lo striscione dei “compagni e compagne di Dax”, in cui erano presenti anche le compagne e i compagni di Rivolta il Debito.

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C’erano anche tanti sindaci e amministratori dei comuni della Valle che si oppongono alla grande opera, compreso il presidente della comunità montana. I parlamentari del Movimento 5 Stelle erano mischiati tra i manifestanti in modo discreto, dopo l’ispezione parlamentare di questa mattina, in cui deputati e senatori del M5S e di Sel sono entrati nel cantiere di Chiomonte accompagnati da alcuni attivisti del movimento.

Foto di Ugo Roffi per Popoff

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C’erano gli operai della Fiom e i vigili del fuoco in divisa con le bandiere dell’Usb. C’erano anche le associazioni e le forze politiche: l’Arci, Rifondazione (un tentativo di riscossa dopo il risultato fallimentare delle elezioni), Sel, Alba. Sinistra Critica era presente con una folta delegazione piemontese.

Il corteo era un fiume di bandiere No TAV lungo tutto il percorso della manifestazione. La partecipazione è stata soprattutto piemontese, a dimostrazione del radicamento territoriale del movimento, che riesce a contare in primo luogo sulle proprie gambe.

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La sconfitta elettorale del governo Monti, fortemente impegnato nella realizzazione del progetto della linea ad alta velocità Torino-Lione, e di tutte le forze politiche pro TAV (compresa l’IdV che pure si era collocata all’opposizione), e in particolare il grande voto in Val di Susa alle forze schierate contro il TAV, ha offerto l’occasione per una forte ripresa della mobilitazione di massa, dopo le difficoltà dell’ultimo anno. Si potrebbe dire: “urne piene e piazze piene”, modificando una celebre frase di Pietro Nenni. Il fatto, che le popolazioni della valle e i militanti No TAV piemontesi siano ancora in piazza oggi, testimonia dell’indipendenza di questo movimento, che non si siede sugli allori della vittoria elettorale del M5S. Le forze politiche sono avvisate, il mandato è chiaro. Con questa manifestazione si comincia una nuova stagione di lotta, in Piemonte ed in Italia, per la difesa dell’ambiente e dei beni comuni dalla devastazione ecologica e sociale del capitalismo.

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