Avellino, assemblea pubblica all’Irisbus

ASSEMBLEA PUBBLICA
SABATO 6 APRILE Ore 16,00
Presso  la sala conferenze (sala blu) dell’ex Carcere Borbonico
via De Marsico – Avellino

RIAPRIAMO LE FABBRICHE, CREIAMO POSTI DI LAVORO!
ESTENDIAMO IL CONFLITTO, COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA!

Operai-irisbusLo stabilimento Irisbus della Valle Ufita in provincia di Avellino è avviato alla chiusura ed allo smantellamento, ma il Comitato di Resistenza Operaia nato dalla determinazione di un gruppo di operai della fabbrica e dai cittadini schierati in loro difesa non vogliono arrendersi. La loro mobilitazione è volta a riprendersi lo stabilimento e riavviare la produzione. Per questa ragione, e da questo luogo simbolo di mille realtà diffuse nel paese, vogliamo ripartire e riprendere la riflessione necessaria ad elaborare soluzioni praticabili qui ed ora, dall’autogestione alla nazionalizzazione degli stabilimenti in dismissione, ad organizzare la lotta coordinata con le altre mobilitazioni in corso, a costruire una campagna nazionale che imponga all’ordine del giorno il lavoro!

Il nostro paese è devastato dagli effetti della crisi generale del sistema capitalista: da un lato smantellamento e distruzione dell’apparato industriale, licenziamenti, cassa integrazione e crescita vertiginosa dei tassi di disoccupazione, dall’altro le politiche messe in campo dagli ultimi governi Prodi-Berlusconi-Monti con il sostegno del Parlamento e la regia di Napolitano in accordo con i Marchionne di turno, gli speculatori finanziari, il Vaticano, la BCE, le Organizzazioni Criminali, la Nato, gli USA e l’UE.

Una molteplicità di provvedimenti che hanno puntato allo smantellamento dello Stato Sociale, all’eliminazione della democrazia sindacale e alla repressione sistematica del conflitto.

Emblematiche le vicende dell’Alcoa, dell’Ilva di Taranto, della Sevel di Termoli, della Ginori fiorentina, della Fiat di Torino, di Cassino, di Melfi o di Pomigliano D’Arco, dell’Irisbus di Avellino o ancora delle “società partecipate” di servizio che vanno verso la chiusura lasciando senza stipendio centinaia di migliaia di famiglie… e ancora lo smantellamento della sanità pubblica come ci raccontano i comitati di lotta del San Raffaele di Milano o del Maresca di Torre del Greco… I soldi per i servizi necessari non ci sono e il lavoro non c’è… continuano a ripetere e a dire che bisogna tagliare perché bisogna ridurre il debito pubblico, ma a fronte di tanta miseria cui ci hanno condotto il debito pubblico continua ad aumentare!!!

I fatti, però, hanno la testa dura e dimostrano che i soldi per fare intrallazzi, per far pagare stipendi d’oro a ad amministratori delegati, notabili, clero, per acquistare F35, per finanziare grandi opere… ci sono e sono tanti, cifre astronomiche!

La realtà ci mostra che per rimettere in piedi il nostro paese, foss’anche solo per bonificarlo dalla devastazione ambientale, di lavoro da fare ce n’è tanto e ce n’è per tutti! Riconoscerlo e mettere in atto misure per realizzarlo, elaborare un Piano del Lavoro per il paese, è solo questione di volontà politica! Senza lavoro, senza un salario non c’è progresso, né democrazia né dignità! E’ possibile far fronte a tutto ciò? E’ possibile riprenderci e conquistare ciò di cui abbiamo bisogno? E’ ormai palese che continuare a rivendicare ad un qualche governo emanazione dei poteri forti i nostri diritti non è sufficiente, da parte loro non c’è nessuna intenzione di soddisfare le nostre rivendicazioni.
E’ necessario costruire un’alternativa politica alla UE del debito, della macelleria sociale, dei padroni e delle banche! E’ necessario qui ed ora connettere le lotte per iniziare a praticare le soluzioni ai nostri problemi, senza più deleghe né attendismi.

A partire dalle fabbriche e dai territori in lotta per la difesa dei diritti della maggioranza, dalla Val Susa alla classe operaia che non si è piegata a Pomigliano, Mirafiori, Melfi, Taranto, Termoli… dagli operai dell’ALCOA ai lavoratori dell’ospedale S. Raffaele di Milano, dai lavoratori dell’Ikea al Comitato di Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, dagli operai che occupano le fabbriche minacciate di chiusura al movimento dei beni comuni fino ad arrivare al movimento studentesco, è necessario coordinare le azioni di lotta e confrontarsi per iniziare ad elaborare e sperimentare la messa in campo di possibili misure atte alla ripresa delle produzioni utili alla collettività o alla conversione di quelle dannose, salvaguardando i posti di lavoro, i diritti e le condizioni di vita dei territori, creando nuovi posti di lavoro.

Il 6 Aprile ad Avellino vogliamo costruire un’assemblea pubblica delle realtà in lotta, degli operai, dei precari, dei disoccupati, degli studenti, dei cittadini che in questi mesi si sono organizzati per opporre resistenza all’avanzare della crisi nelle sue molteplici forme.

Invitiamo a partecipare tutti coloro tra intellettuali, tecnici specialisti, rappresentanti istituzionali progressisti che a vario titolo possono o dicono di voler dare un contributo alla rinascita del paese

Promuovono: Comitato No Debito, Comitato Resistenza Operaia

Hanno finora aderito:

Giorgio Cremaschi (Rete 28 aprile Cgil), Paolo Sabatini (USB Lavoro privato – esecutivo nazionale), Giulietto Chiesa (presidente di Alternativa), Ugo Mattei (giurista), Valerio Evangelisti (scrittore), Sergio Bellavita (Rete 28 aprile Cgil), Franco Russo (Forum Diritti/Lavoro), Fabio Frati (CUB trasporti), Massimiliano Murgo (RSU FIOM Marcegaglia Buildtech Milano), Domenico Loffredo (FIOM Pomigliano), Moreno Pasquinelli (Movimento Popolare di Liberazione), Jacopo Venier (Libera TV), Paolo Brini (Comitato Centrale Fiom-Cgil), Marco Ferrando (Partito Comunista dei Lavoratori), Giovanni Russo Spena (Direzione nazionale di Rifondazione Comunista), Franco Turigliatto (Sinistra Critica), Mirko Sangalli (M5S Bg, tecnico specializzato in progetti per il riavvio della produzione), Sandro Pescopagano (rsu-rls CUB industrie Zignago Portogruaro Venezia), Sandro Moiso (insegnante e redattore di Carmilla On Line), Franco Pezzini (Torino), Occupy MAFLOW (Trezzano sul Naviglio, MI), COBAS Richard Ginori (FI), Coordinamento lavoratrici e lavoratori autoconvocat*- contro la crisi, No Austerity – Coordinamento delle lotte, USB Lavoro Privato, Confederazione Cobas, Sindacato Lavoratori in Lotta – per il sindacato di classe, Unione Sindacale Italiana (USI), Coordinamento delle aziende partecipate (Campania), Redazione di Penna Biro, Comitato No Debito (Milano), Comitato No Debito (Napoli), Rete dei Comunisti, Partito dei CARC, Laboratorio Politico Iskra, Comunisti per l’Organizzazione di Classe, PCL, Rete Commons (Napoli), CAU (Collettivo Autorganizzato Universitario), PdAC – Campania, Coordinamento provinciale Napoli Giovani Comunisti/e, Clash City Workers, Sinistra Critica, Federazione di Avellino PRC, Francesco Musumeci (Vicepresidente Medici per l’Ambiente, Salerno), Loredana Marino (Segretaria provinciale PRC, Salerno), Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici in mobilità della Fini Compressori (Bologna), Radio Vostok, Circolo PRC G. Di Vittorio (Gesualdo Avellino), Rouge Spazi Pubblici Autogestiti (Lioni AV), delegati della FIAT di Termoli, delegati della Sevel, delegati della FIAT di Melfi, Cinecittà Bene Comune (Roma), Csoa Spartaco (Roma), Emanuele Visciglia (rsu Fomas, Cernusco, LC), Collettivo Fiat Mirafiori (Torino), Studenti Autorganizzati Campani, Collettivo Politico Experia (Catania), USB Merate (Lecco), Enrico Ricci (Croce Bianca, Massa).

Per ulteriori adesioni scrivere a: riaprirelefabbriche@libero.it

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