Elezioni regionali nel Friuli V. G., un voto contro il liberismo e le politiche di austerity

Documento di Sinistra Critica del Friuli Venezia Giulia sulle elezioni regionali del 21 e 22 aprile

tondo_renzo_triesteIniziamo dalle conclusioni: Sinistra Critica FVG invita a dare un voto contro il liberismo e le politiche di austerity alle elezioni regionali del 21 e 22 aprile prossimi.

Lasciamo al giudizio dei singoli come tale voto possa concretamente essere espresso, consapevoli che stante l’attuale situazione di liste e candidati, perfino con la logica del “meno peggio” la scelta risulta ardua.

Infatti, se riteniamo persino inutile spendere parole per spiegare la nostra opposizione nei confronti della giunta regionale uscente, siamo pure coscienti che l’alternativa non è rappresentata né dal liberismo “progressista” del PD, né dall’ambiguità del M5S che pur avanzando proposte condivisibili sul piano dell’ambiente e dell’opposizione alle grandi opere ne avanza di irricevibili quando parla di lavoro e diritti sindacali, dei diritti dei migranti, della democrazia di questo paese.

Evidentemente non è questo l’esito che avevamo sperato: già nello scorso settembre avevamo lanciato un Appello per una lista “100% a Sinistra” alle elezioni regionali del 2013 affinché si costituisse un polo 100% a sinistra in vista delle elezioni regionali.

Ricordiamo che tra i punti che avevamo proposto per iniziare una discussione programmatica con le altre forze della sinistra vi erano:

  • la contrarietà al piano sanitario regionale della giunta Tondo (nella foto il presidente uscente Renzo Tondo) e la cancellazione delle norme taglia ospedali varate al tempo di Illy;
  • l’opposizione all’accentramento unico dell’ATER e alla svendita del patrimonio immobiliare pubblico;
  • la netta avversità alla TAV, ai rigassificatori, ai mega elettrodotti, in generale alla politica delle “grandi opere”;
  • contro le privatizzazioni delle ex-municipalizzate in difesa dei beni comuni;
  • per una politica sociale che favorisca la difesa del lavoro e nell’immediato contribuisca al sostegno del reddito delle famiglie più povere;
  • per il sostegno ad una politica scolastica che investa sul sistema educativo pubblico, ne garantisca la sicurezza delle strutture e tagli i contributi a quello privato;
  • per la cancellazione delle vergognose leggi regionali d’orientamento xenofobo, oscurantista e familista volute da Lega Nord e UDC;
  • per la cancellazione degli odiosi privilegi della “casta” regionale.

Tutti punti di cui ci sentiamo di confermare la validità e la necessità per la nostra Regione.

Le maggiori forze della cosiddetta “sinistra radicale” non hanno nemmeno provato ad aprire un’interlocuzione su queste basi, continuando fino all’ultimo istante a lanciare segnali al PD nella speranza di essere riammesse nel club del centro-sinistra e sostenere Debora Seracchiani, per poi trovarsi (dopo la disfatta dell’esperienza di Rivoluzione Civile) a presentare all’ultimo istante la lista “Sinistra”.

Mentre scriviamo queste righe apprendiamo che, per un vizio di forma, tale lista è stata definitivamente estromessa dalla consultazione elettorale con una sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta di un atto antidemocratico che priva parte degli elettori di una possibile rappresentanza.

Ciò nonostante riteniamo doveroso evidenziare la debolezza che contraddistingueva tale proposta politica le cui contraddizioni emergevano fin dal suo candidato presidente che si trovava nello scomodo ruolo di chi sostiene una giunta a guida PD sui banchi del consiglio comunale di Trieste e si presentava in alternativa a quel partito in Regione. Contraddizioni che presumibilmente hanno inciso sulla mancata presentazione nei collegi di Pordenone e della Carnia, circostanza che avrebbe reso estremamente improbabile il raggiungimento del quorum minimo del 4%.

Possiamo quindi constatare con tristezza che questa tornata elettorale estrometterà qualunque presenza a sinistra del “centro-sinistra” dal consiglio regionale.

Ma al di là dell’obbiettivo della rappresentanza istituzionale si è anche persa l’occasione per condurre una campagna elettorale che ponesse al centro dell’attenzione i temi richiamati nei punti sopra indicati e, sopratutto, che avviasse un percorso di ricomposizione a sinistra.

Ci ritroveremo, quindi, a dover iniziare la ricostruzione di una sinistra anticapitalista a partire dalle macerie. Ma se anche la sfida è così grande la nostra convinzione non è da meno e per questo non abbiamo intenzione di tirarci indietro.

Sinistra Critica FVG

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