Matrimonio gay in Sudafrica secondo il rito Zulu

di Roberto Russo (da www.queerblog.it)

mercoledì 10 aprile 2013

Non tutte le notizie che giungono dall’Africa sono negative per quel che riguarda le persone lgbt. Nei giorni scorsi è stato celebrato un matrimonio gay secondo il rito tradizionale Zulu.

 Quello celebrato in Sudafrica è un rito nuziale pienamente valido: il Sudafrica, infatti, riconosce il matrimonio ugualitario dal 2006, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale.

Gli sposi novelli sono Tshepo Modisane e Thoba Sithole, entrambi ventisettenni. La cerimonia nuziale è avvenuta alla presenza di oltre duecento invitati. La nuova coppia ha assunto come cognome quello di Sithole-Modisane, cognome che sarà anche quello dei loro figli (Tshepo e Thoba, infatti, hanno intenzione di avere figli). I due ragazzi, che hanno avuto il pieno sostegno delle loro famiglie, hanno commentato: “La famiglia è importante per noi ed è la prima ragione per cui intendiamo avere dei figli”.

Il fatto che la coppia abbia celebrato le proprie nozze secondo il rito tradizionale Zulu ha un forte valore simbolico, soprattutto se si considera che meno di un anno fa l’Assemblea Nazionale dei Leader Tradizionali ha chiesto che si eliminasse dalla Costituzione del Sudafrica la clausola che garantisce l’uguaglianza delle persone lgbt. Inoltre, alcuni mesi prima di tale richiesta, il re degli Zulu aveva rilasciato dichiarazione fortemente omofobiche, che poi dalla casa reale furono attribuite a una errata traduzione…

Nel video potete vedere alcuni momenti della cerimonia nuziale. Interessante una delle affermazioni di Tshepo Modisane: “Essere gay è tanto africano quanto l’essere neri”.

Una risposta perfetta a quanti in tutta l’Africa sostengono che l’omosessualità sia un’intrusione della cultura occidentale nei costumi africani.

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